
La sclerosi multipla (SM) è una malattia neurodegenerativa cronica del sistema nervoso centrale (SNC), caratterizzata da un processo autoimmune che provoca la distruzione della mielina, la guaina lipidica che avvolge le fibre nervose, garantendo la trasmissione rapida ed efficiente degli impulsi elettrici tra i neuroni.
La perdita progressiva di mielina compromette la comunicazione neuronale, portando a disfunzioni motorie, sensoriali e cognitive.
La patologia è considerata multifattoriale, poiché il suo sviluppo è influenzato sia da fattori genetici che ambientali.
Studi epidemiologici suggeriscono che individui con una predisposizione genetica, in particolare coloro che possiedono specifici alleli del complesso maggiore di istocompatibilità (HLA-DR2 e HLA-DR4), hanno un rischio maggiore di sviluppare la malattia.
Tuttavia, la predisposizione genetica da sola non è sufficiente a scatenare la malattia, poiché fattori ambientali, come infezioni virali (virus di Epstein-Barr), deficit di vitamina D e il fumo, giocano un ruolo cruciale nella sua insorgenza.
Dal punto di vista patologico, la sclerosi multipla si manifesta attraverso placche demielinizzanti distribuite nel cervello e nel midollo spinale, principalmente nella sostanza bianca e, in alcuni casi, anche nella sostanza grigia.
Queste lesioni, osservabili mediante risonanza magnetica, sono caratterizzate da un infiltrato infiammatorio composto da linfociti T, linfociti B, macrofagi e microglia, che attaccano la mielina e gli oligodendrociti, le cellule responsabili della sua produzione.
Nel tempo, oltre alla demielinizzazione, si verifica neurodegenerazione con perdita assonale, contribuendo alla progressione della disabilità.
La sclerosi multipla rientra tra le patologie autoimmuni: l’infiammazione scatenata da una anomala attivazione del sistema immunitario può danneggiare sia la mielina, ovvero la guaina che circonda e isola le fibre nervose, sia le cellule stesse specializzate nella sua produzione, gli oligodendrociti.
Questo processo a carico del sistema nervoso centrale comporta la perdita di mielina o demielinizzazione, e quello che ne consegue è una fase infiammatoria acuta con lesioni (definite anche placche) a livello del sistema nervoso centrale.
Le lesioni si possono presentare ovunque nel sistema nervoso centrale, e questo spiega la variabilità dei sintomi della malattia, anche se alcune aree sono più colpite, in particolare:
Soprattutto all’inizio, questa patologia è caratterizzata da fasi acute a cui seguono dei periodi di benessere con regressione dei segni clinici in cui il paziente può non riscontrare più nessun sintomo.
Con il progredire della malattia, però le lesioni tendono a cronicizzare e si associano a perdita di cellule nervose e, nella maggior parte dei pazienti, si sviluppa una forma progressiva che può condurre a una disabilità persistente e crescente nel tempo.
La sclerosi multipla è una malattia altamente eterogenea e può manifestarsi con diversi pattern di progressione. In base all’andamento clinico, la SM è classificata in quattro principali forme:
È la forma più comune, rappresentando circa l'85% dei casi alla diagnosi.
Si caratterizza per la presenza di ricadute acute (attacchi improvvisi di sintomi neurologici) seguite da periodi di remissione parziale o completa.
Durante le remissioni, il sistema nervoso può compensare i danni attraverso la plasticità neuronale e il parziale ripristino della mielina.
Con il tempo, circa il 60-70% dei pazienti con SMRR sviluppa una forma progressiva della malattia.
Si sviluppa in seguito alla forma recidivante-remittente, generalmente dopo 10-20 anni dall'esordio.
È caratterizzata da un declino neurologico graduale e progressivo, con o senza la presenza di nuove ricadute.
La neurodegenerazione diventa predominante rispetto all'infiammazione, portando a una perdita neuronale più marcata.
La progressione della disabilità avviene in modo continuo, con peggioramento delle funzioni motorie e cognitive.
Colpisce circa il 10-15% dei pazienti e si distingue per un esordio insidioso con una progressione continua della malattia sin dall'inizio, senza fasi di remissione evidenti.
L’infiammazione è meno accentuata rispetto alle altre forme, mentre la neurodegenerazione è predominante.
L'età di insorgenza è generalmente più avanzata rispetto alla forma recidivante-remittente (intorno ai 40 anni).
Ha una prognosi più sfavorevole poiché risponde meno ai trattamenti immunomodulanti.
È la forma meno comune, rappresentando circa il 5% dei casi.
Si manifesta con una progressione continua della malattia sin dall'inizio, accompagnata da episodi acuti di ricadute neurologiche.
È una combinazione tra la forma progressiva primaria e la forma recidivante-remittente, con una progressione costante della disabilità.
Oltre a queste quattro forme principali, negli ultimi anni è stata proposta una classificazione basata su biomarcatori e caratteristiche patologiche, che distingue tra una SM attiva (con infiammazione in corso) e una SM non attiva (dove la neurodegenerazione prevale senza nuove lesioni infiammatorie).
Questo approccio permette una gestione più mirata dei trattamenti, personalizzando la terapia in base alla fase di malattia in cui si trova il paziente.

I principali sintomi della sclerosi multipla sono:
Pur identificata come malattia autoimmune e neurodegenerativa le cause della sclerosi multipla sono molteplici e ancora solo parzialmente conosciute.
Esistono però dei fattori di rischio predisponenti ben accertati come:
La diagnosi di sclerosi multipla (SM) è clinica e dunque si basa principalmente sulla storia clinica e familiare e sull’esame obiettivo da parte dello specialista neurologo esperto nella diagnosi e nel trattamento della malattia.
Sono indicate indagini specifiche come:
La sclerosi multipla è una malattia cronica: pur non esistendo al momento una cura definitiva, sono disponibili numerose terapie (farmaci modificanti il decorso, DMD) in grado di modificarne l’andamento e rallentarne la progressione.
Per trattare le riacutizzazioni di questa patologia si utilizzano brevi cicli di farmaci corticosteroidi capaci, con la loro attività immunosoppressiva e antinfiammatoria, di:
Una volta formulata con certezza la diagnosi di SM è però indispensabile avviare il trattamento precoce con uno dei numerosi farmaci immunomodulanti a moderata o alta efficacia (in relazione al grado di attività della malattia nel singolo paziente) che, con diversi meccanismi d’azione, sono in grado di:
Insieme alle cure farmacologiche (che comprendono anche la prescrizione di vari farmaci sintomatici per il trattamento dei molteplici e variabili sintomi legati alla malattia), è necessario assicurare al paziente un percorso fisioterapico e riabilitativo individualizzato, volto a mantenere autonomia e la miglior qualità di vita, ritardando l’insorgenza di disabilità.
All’interno di questo percorso sono molto spesso inseriti, quando necessari, interventi di supporto psicologico e di riabilitazione cognitiva, affiancati ad interventi di carattere sociale che aiutano il paziente a convivere con la propria patologia e che possono massimizzare anche gli effetti della riabilitazione fisica e mantenere una occupazione lavorativa indipendente e gratificante.


