
Il Pap test, chiamato anche test di Papanicolaou dal nome del medico che lo ha ideato, è un esame ginecologico di screening fondamentale per la prevenzione del tumore del collo dell’utero (cervice uterina).
Si tratta di un prelievo citologico semplice e poco invasivo che permette di analizzare le cellule presenti sulla cervice uterina, individuando eventuali alterazioni cellulari anomale.
Grazie a questo esame è possibile riconoscere precocemente le cellule provenienti da lesioni precancerose, cioè alterazioni che potrebbero evolvere nel tempo in un tumore, oppure identificare la presenza di cellule tumorali già sviluppate.
La diagnosi precoce consente quindi di intervenire tempestivamente con controlli o trattamenti adeguati, aumentando in modo significativo le possibilità di prevenzione e guarigione.
Il Pap test viene eseguito durante una normale visita ginecologica mediante il prelievo di alcune cellule dal collo dell’utero tramite una piccola spatola o uno spazzolino specifico.
Le cellule raccolte vengono poi analizzate in laboratorio per verificare la presenza di eventuali anomalie.
Per questo motivo il Pap test rappresenta uno degli strumenti più efficaci nella prevenzione del carcinoma della cervice uterina e rientra nei principali programmi di screening rivolti alla salute femminile.

Questo esame ha limitato notevolmente la diffusione del cancro al collo dell’utero, malattia storicamente molto diffusa, in quanto la sua diagnosi può essere effettuata nelle primissime fasi, o nella fase precancerosa se l’esame si esegue con regolarità.
Il Pap test serve a riconoscere le cellule provenienti dalle lesioni della cervice uterina:
Il primo Pap test si consiglia:
A prescindere, il test va effettuato fino ai 65 anni d’età, anche dopo la fine dei cicli riproduttivi (menopausa).
Proprio perché la diagnosi può essere fatta nelle primissime fasi o nella fase precancerosa, è molto importante sottoporsi ogni 3 anni a questo test, per riuscire a diagnosticare in tempo le alterazioni del collo uterino.
Anche in caso di assenza di rapporti sessuali si ritiene che una donna, a partire dai 18-20 anni, debba effettuare questo tipo di esame che non provoca né dolore né abrasioni.
Durante una normale visita ginecologica si inserisce all’interno della vagina uno strumento chiamato speculum, utile per vedere il collo dell’utero.
Si successivamente utilizza uno strumento chiamato spatola di Ayre per ottenere un piccolo quantitativo di cellule del collo dell’utero e successivamente un secondo strumento, il cytobrush endocervicale, che provvede a prelevare il materiale presente nel suo canale.
Dopodichè, il tutto viene strisciato su dei vetrini, che, successivamente, il laboratorio colorerà con il famoso metodo messo a punto da Papanicolau.
L’esame in sé ha una durata complessiva non superiore ai 10 minuti.
L’esame non è invasivo, né doloroso.
I risultati del Pap Test in genere vengono comunicati dopo 3 settimane dall’esame, tempo necessario per ottenere delle informazioni dettagliate dall’esame citologico.
Quando il Pap test è negativo, in cui non si rilevano cellule intraepiteliali o neoplastiche, il test si deve ripetere dopo tre anni.
In caso di pap test positivo, esistono diversi gradi di gravità, che vanno dalla possibilità di sviluppare in futuro un carcinoma alla presenza attuale del tumore.
Nei casi più lievi, come nelle lesioni squamose epiteliali di basso grado, si prescrive un esame diagnostico (colposcopia o biopsia) oppure una ripetizione del test, che alle volte può essere falsato da un’insufficienza di prelievo di cellule durante il primo test.
Un Pap test positivo indica la presenza di anomalie nelle cellule del collo dell’utero, rilevate durante l’esame citologico.
Questo non significa necessariamente che la persona abbia un cancro, ma che sono presenti alterazioni cellulari che potrebbero, nel tempo, evolvere in forme tumorali se non trattate.
Le anomalie possono essere lievi (come ASC-US o LSIL) o più gravi (HSIL o cellule atipiche di significato incerto), e spesso sono legate all’infezione da Papillomavirus umano (HPV), un virus a trasmissione sessuale.
In caso di test positivo, il medico può consigliare ulteriori accertamenti, come la colposcopia o una biopsia, per determinare la natura e l’estensione delle alterazioni.
La diagnosi precoce permette un trattamento efficace e la prevenzione del carcinoma cervicale.
Un Pap test positivo, quindi, è un segnale d’allarme da non ignorare, ma anche un’opportunità per intervenire tempestivamente.

Sarà comunque necessaria una semplice preparazione, onde evitare dei risultati non accurati o addirittura il rinvio dello stesso.
Si raccomanda, dunque, di:
È fortemente consigliato evitare i rapporti sessuali nei 5 giorni precedenti l’esame.


