Elettroneurografia: l’esame per valutare la funzionalità dei nervi periferici

L’elettroneurografia (ENG) è un esame diagnostico che consente di studiare la funzionalità dei nervi periferici attraverso la misurazione della velocità e dell’efficacia di conduzione degli impulsi nervosi.
Elettroneurografia Roma

L’elettroneurografia (ENG) è un esame diagnostico che consente di studiare la funzionalità dei nervi periferici attraverso la misurazione della velocità e dell’efficacia di conduzione degli impulsi nervosi.

Viene utilizzata per individuare compressioni, infiammazioni o danni ai nervi e rappresenta uno degli strumenti più importanti nella diagnosi delle neuropatie.

Elettroneurografia

L’elettroneurografia è un esame neurofisiologico che valuta la capacità dei nervi di trasmettere correttamente gli impulsi elettrici. Durante la procedura, il nervo viene stimolato mediante piccoli impulsi elettrici superficiali e la risposta viene registrata attraverso elettrodi applicati sulla pelle.

L’esame permette di analizzare sia i nervi motori sia quelli sensitivi, fornendo informazioni utili sulla presenza e sulla gravità di eventuali alterazioni.

A cosa serve l’elettroneurografia

elettroneurografia a cosa serve

L’elettroneurografia viene richiesta quando si sospetta una sofferenza dei nervi periferici o quando sono presenti sintomi che suggeriscono un disturbo della conduzione nervosa.

Le principali indicazioni comprendono:

  • formicolii o intorpidimento degli arti;
  • perdita di sensibilità;
  • debolezza muscolare;
  • dolore neuropatico;
  • sospetta sindrome del tunnel carpale;
  • neuropatie periferiche di diversa origine.

L’esame aiuta a localizzare il danno e a valutarne l’entità.

Come si svolge l’esame

L’elettroneurografia viene eseguita in ambulatorio e non richiede anestesia.

Il medico applica alcuni elettrodi sulla pelle lungo il decorso del nervo da esavminare e utilizza uno stimolatore che genera brevi impulsi elettrici.

La risposta nervosa viene registrata e analizzata da un apposito sistema informatico, che misura parametri come la velocità di conduzione e l’ampiezza del segnale.

La procedura dura generalmente tra 20 e 40 minuti, a seconda del numero di nervi da studiare.

L’esame è doloroso?

L’elettroneurografia non è considerata un esame doloroso, anche se gli impulsi elettrici possono provocare una sensazione di fastidio momentaneo.

L’intensità della stimolazione è controllata dal medico e dura pochi istanti.

Nella maggior parte dei casi, il disagio è minimo e ben tollerato.

Quali patologie può evidenziare

Quali patologie può evidenziare l’elettroneurografia

L’elettroneurografia è particolarmente utile nella diagnosi delle malattie che interessano i nervi periferici, come:

  • sindrome del tunnel carpale;
  • neuropatia diabetica;
  • compressioni nervose;
  • neuropatie infiammatorie;
  • lesioni traumatiche dei nervi;
  • radicolopatie in associazione ad altri esami neurofisiologici.

I risultati consentono al medico di comprendere se il nervo presenta un rallentamento della conduzione o una perdita di fibre nervose funzionanti.

Differenza tra elettroneurografia ed elettromiografia

L’elettroneurografia viene spesso eseguita insieme all’elettromiografia (EMG), ma si tratta di due esami differenti e complementari.

L’elettroneurografia studia la conduzione degli impulsi nei nervi periferici, mentre l’elettromiografia analizza direttamente l’attività elettrica dei muscoli mediante l’utilizzo di aghi-elettrodo.

Preparazione all’esame

L’elettroneurografia non richiede preparazioni particolari.

È comunque consigliabile presentarsi con la pelle pulita e senza creme o lozioni nelle aree da esaminare.

Prima dell’esame è importante informare il medico in caso di:

  • pacemaker o dispositivi elettronici impiantabili;
  • terapie farmacologiche in corso;
  • patologie neurologiche note;
  • interventi chirurgici recenti.

Quando viene associata ad altri esami

Per ottenere una diagnosi più accurata, l’elettroneurografia può essere associata ad altre indagini; tra le più frequenti vi sono:

  • elettromiografia;
  • risonanza magnetica;
  • ecografia dei nervi periferici;
  • potenziali evocati;
  • esami del sangue per lo studio delle neuropatie.

La scelta degli approfondimenti dipende dal sospetto diagnostico e dai sintomi riferiti dal paziente.

L’ultima verifica dell’articolo è stata fatta in data: 19 Agosto 2026
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