

La discectomia è un intervento chirurgico che consiste nella rimozione parziale di un disco intervertebrale danneggiato o del contenuto erniato, eseguito per alleviare la compressione delle radici nervose o del midollo spinale causata da un'ernia del disco.
La discectomia è un intervento chirurgico utilizzato per rimuovere, in tutto o in parte, un disco intervertebrale danneggiato che comprime una radice nervosa o il midollo spinale.
Viene eseguita principalmente nei casi di ernia del disco sintomatica, quando il trattamento conservativo non è sufficiente a controllare dolore, deficit neurologici o limitazioni funzionali.

La decisione di procedere con l'intervento presuppone sempre un tentativo adeguato di terapia conservativa.
Fatte queste premesse, le principali indicazioni alla discectomia sono:

La chirurgia discale si è evoluta enormemente negli ultimi decenni, passando da interventi tradizionalmente più invasivi a procedure sempre più mirate e rispettose dei tessuti circostanti.
Le principali tecniche oggi disponibili comprendono:
La durata dell'intervento varia da 45 minuti a 2 ore a seconda della tecnica, della sede e della complessità del caso.
È la tecnica tradizionale, ancora utilizzata in casi selezionati o quando è necessario un accesso ampio per affrontare patologie complesse.
Prevede un'incisione cutanea di alcuni centimetri, la divaricazione dei muscoli paravertebrali e la rimozione di una piccola porzione dell'arco vertebrale posteriore (laminotomia) per accedere al disco.
Pur essendo la più collaudata, comporta un trauma tissutale maggiore rispetto alle tecniche moderne.
La microdiscectomai è oggi considerata il gold standard per il trattamento dell'ernia del disco lombare.
Utilizza un microscopio operatorio o lenti di ingrandimento che permettono al chirurgo di lavorare con grande precisione attraverso un'incisione molto piccola, di circa 2-3 centimetri.
I vantaggi rispetto alla tecnica tradizionale includono:
È la tecnica minimamente invasiva più avanzata, eseguita attraverso un endoscopio del diametro di pochi millimetri introdotto attraverso una piccola incisione cutanea.
Può essere eseguita per via interlamellare o transforaminale, a seconda della sede e del tipo di ernia.
Offre il vantaggio di un recupero estremamente rapido e può essere eseguita in anestesia locale o sedazione, ma richiede una curva di apprendimento importante da parte del chirurgo e non è indicata per tutte le tipologie di ernia.
Quando l'ernia interessa il tratto cervicale della colonna, l'accesso chirurgico avviene dalla parte anteriore del collo.
Dopo la rimozione del disco erniato, lo spazio intervertebrale viene stabilizzato con un cage intervertebrale, una piccola gabbia in titanio o materiale polimerico riempita di osso, e talvolta con una placca anteriore, per garantire la fusione delle vertebre adiacenti e prevenire l'instabilità.
La discectomia è un intervento generalmente sicuro, con un basso tasso di complicanze quando eseguito in centri specializzati.
Tra i possibili rischi rientrano:
Il recupero dopo l’intervento avviene in modo graduale e richiede attenzione nelle prime settimane.
La mobilizzazione precoce viene incoraggiata già nelle 24-48 ore successive, mentre il dolore post-operatorio viene controllato con terapia farmacologica.
Il rientro alle attività leggere avviene generalmente entro 2-4 settimane, mentre la fisioterapia viene avviata successivamente per recuperare forza, mobilità e corretti schemi posturali.



