Gravidanza oltre termine: cause, rischi e cosa aspettarsi
La gravidanza oltre termine, detta anche gravidanza post-termine o gravidanza prolungata, è quella che supera le 42 settimane di gestazione (294 giorni dal primo giorno dell'ultimo ciclo mestruale). Si distingue dalla gravidanza "a termine tardivo", che invece si colloca tra la 41ª e la 42ª settimana. La gravidanza oltre termine Secondo le stime più recenti, […]
La gravidanza oltre termine, detta anche gravidanza post-termine o gravidanza prolungata, è quella che supera le 42 settimane di gestazione (294 giorni dal primo giorno dell'ultimo ciclo mestruale).
Si distingue dalla gravidanza "a termine tardivo", che invece si colloca tra la 41ª e la 42ª settimana.
La gravidanza oltre termine
Secondo le stime più recenti, circa il 5-10% delle gravidanze supera le 41 settimane, mentre solo l'1-2% raggiunge le 42 settimane complete.
Nonostante sia una condizione relativamente comune, richiede un monitoraggio attento da parte del team ostetrico, poiché con il passare dei giorni aumentano alcuni rischi sia per la madre sia per il bambino.
Perché una gravidanza può prolungarsi oltre il termine?
Le cause esatte non sono sempre identificabili, ma i fattori di rischio più frequentemente associati alla gravidanza oltre termine includono:
familiarità;
prima gravidanza (nulliparità);
errore nel calcolo della data prevista del parto (DPP) per via di cicli irregolari o una datazione ecografica tardiva, che possono portare a una stima imprecisa;
fattori ormonali e fetali;
sovrappeso e obesità materna, associate a un rischio maggiore di prolungamento della gestazione;
precedenti gravidanze oltre termine (chi ha già vissuto questa situazione ha una probabilità più alta di ripeterla).
Quali sono i rischi associati?
Rischi per il bambino
I rischi che possono presentarsi per il bambino includono:
insufficienza placentare, in quanto dopo la 42ª settimana la placenta può iniziare a invecchiare e a funzionare meno efficacemente, riducendo l'apporto di ossigeno e nutrienti al feto;
Oligoidramnios, ovvero la diminuzione del liquido amniotico, con rischio di compressione del cordone ombelicale;
crescita eccessiva del bambino (macrosomia fetale) che rende il parto vaginale più difficoltoso;
sindrome da post-maturità, condizione caratterizzata da pelle secca e screpolata, scarso tessuto adiposo sottocutaneo e unghie lunghe;
l’aspirazione di meconio (le prime feci) è più elevato oltre il termine.
Rischi per la madre
I rischi per la madre includono:
lacerazioni perineali, più frequenti in caso di macrosomia fetale.
aumento del rischio di taglio cesareo;
stress emotivo e psicologico legato all'attesa prolungata.
Come viene monitorata la gravidanza oltre termine?
Quando si supera la 41ª settimana senza che il travaglio sia iniziato spontaneamente, il ginecologo o l'ostetrica propongono in genere un piano di sorveglianza intensiva che può includere:
cardiotocografia (CTG), utile per monitorare il battito cardiaco fetale e le contrazioni uterine, solitamente eseguita ogni 2-3 giorni;
la valutazione ecografica del movimento fetale, del tono muscolare, della respirazione e del liquido amniotico;
misurazione della falda massima di liquido amniotico (AFI) per rilevare precocemente l'oligoidramnios.
controllo dei movimenti fetali tramite diario dei movimenti percepiti da parte della madre nell'arco della giornata.
Quando è richiesta l’induzione del travaglio
Le linee guida delle principali società scientifiche internazionali (tra cui l'OMS e il NICE) raccomandano di proporre l'induzione del travaglio tra la 41ª e la 42ª settimana, a seconda del contesto clinico e delle preferenze della donna, dopo un'accurata informazione sui rischi e sui benefici.
I metodi più utilizzati per indurre il travaglio includono:
scollamento delle membrane amniotiche, una procedura manuale eseguita durante la visita ostetrica, che stimola la produzione di prostaglandine naturali;
prostaglandine locali (gel o pessario vaginale), che favoriscono la maturazione del collo dell'utero;
ossitocina per via endovenosa, per stimolare direttamente le contrazioni uterine;
rottura artificiale delle membrane (amnioressi), indicata quando il collo è già favorevole.
Cosa fare nel pratico
Se sei vicina o hai superato la data prevista del parto, ecco alcuni consigli pratici:
mantieni il contatto con il tuo team ostetrico e non saltare i controlli programmati;
monitora i movimenti fetali, una riduzione dei movimenti va segnalata immediatamente;
informati sui tuoi diritti e sulle opzioni disponibili, l'induzione non è sempre obbligatoria, ma è importante discutere pro e contro con il tuo specialista;
prenditi cura del tuo benessere emotivo, perché l'attesa prolungata può essere stressante. Parla con il partner, con persone di fiducia o con uno specialista se ne senti il bisogno.
L’ultima verifica dell’articolo è stata fatta in data: 8 Luglio 2026