
Le malformazioni artero venose sono anomalie congenite del sistema vascolare caratterizzate da una connessione diretta tra arterie e vene, senza il normale passaggio attraverso i capillari.
Questa alterazione può determinare un flusso sanguigno anomalo ad alta pressione, con un aumento del rischio di emorragie e danni ai tessuti circostanti.
Le malformazioni artero venose (chiamate anche MAV) si formano durante lo sviluppo embrionale e possono interessare diversi distretti corporei, anche se le forme più rilevanti dal punto di vista clinico sono quelle cerebrali.
In queste situazioni, si crea un groviglio di vasi anomali chiamato nidus, in cui il sangue passa direttamente dalle arterie alle vene.
Questa connessione diretta determina un aumento della pressione venosa e una riduzione dell’ossigenazione dei tessuti, rendendo le MAV potenzialmente pericolose, soprattutto se localizzate nel cervello.

Le MAV sono generalmente congenite, anche se possono rimanere silenti per molti anni.
Non sono considerate ereditarie nella maggior parte dei casi, ma alcune forme possono essere associate a condizioni genetiche specifiche.
Dal punto di vista emodinamico, il flusso diretto tra arterie e vene provoca:
Le malformazioni artero venose possono rimanere asintomatiche per lungo tempo e venire scoperte accidentalmente.
Quando diventano sintomatiche, ad ogni modo, i segni possono essere anche gravi.
I sintomi più comuni includono:
L’emorragia rappresenta la complicanza più temuta e può essere il primo segno della malformazione.

La diagnosi delle MAV si basa su:
Il trattamento delle MAV mira a eliminare o ridurre la malformazione, prevenendo complicanze emorragiche.
Le principali opzioni terapeutiche sono:
La scelta dell’approccio e dell’esecuzione del trattamento è condizionata da diversi fattori, quali dimensioni, localizzazione, sintomi e rischio di rottura.
Le MAV possono comportare diverse complicanze, anche in assenza di sintomi evidenti, come:
Il rischio di sanguinamento varia in base alle caratteristiche della malformazione, ma è generalmente stimato tra il 2% e il 4% all’anno.


